SUPPLY CHAIN

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Nonostante l’alta popolarità del supply chain management sia nella teoria sia nella pratica, non esiste unanime consenso sul suo significato, anche perché il suo sviluppo in ambito manageriale e accademico è recente.
Esistono decine di definizioni che possono essere sintetizzate, tuttavia, nei seguenti approcci:

  • SCM inteso come nulla di più che un nome diverso dato all’integrazione logistica (Tyndall G. 1998)
  • SCM leggibile come una integrazione verticale tra imprese (Cooper M.C., Ellram L. M 1993).
  • SCM considerato come un processo di gestione e coordinamento (La Londe B.J., 1997)
  • SCM concepito come una filosofia manageriale di gestione (Ellram L.M., Cooper M.C, 1990) che guida i membri della supply chain verso la creazione di valore per il cliente.

Probabilmente la definizione che riassume tutti questi concetti è tuttavia la seguente: la gestione della catena di distribuzione o in lingua inglese: supply chain management (SCM) è un sistematico e strategico coordinamento delle tradizionali funzioni aziendali e delle tattiche prima all’interno di ogni azienda e poi lungo i vari membri della catena di distribuzione con l’obiettivo di migliorare le prestazioni di lungo periodo dei singoli membri e dell’intera catena (Mentzer 2001); mentre per catena di distribuzione si intende una serie di tre o più entità (organizzazioni o individui) direttamente coinvolte in flussi (a monte e/o a valle) di prodotti, servizi, denaro e/o informazioni dalla materia prima fino all’ultimo cliente (Mentzer 2001). Possono esistere anche dei flussi di ritorno, solitamente inclusi nella cosiddetta logistica di ritorno (Reverse logistics).

Ci sono vari livelli di complessità di catena distributiva:

Si può avere una catena di distribuzione semplice e diretta che consiste nel collegamento immediato tra l’impresa e il fornitore e tra l’impresa e il cliente attraverso uno o più scambi di flussi di prodotti, di servizi, di denaro e di informazioni; quindi, allo stesso modo ma in maniera più estesa e complessa può comprendere anche in sequenza i fornitori dei fornitori e i clienti dei clienti, coinvolti in uno o più scambi di flussi di prodotti, di servizi, di denaro e di informazioni. Infine vi potrà essere una catena di distribuzione con un grado di complessità maggiore (probabilmente su scala globale) che include tutte le imprese dal primo fornitore all’ultimo cliente da valle a monte, coinvolti nello scambio di flussi di prodotti, di servizi, di denaro e di informazioni.

BENEFICI PER L’AZIENDA

Scopo primario del SCM è quello di massimizzare il livello di servizio al cliente finale, ottimizzando contestualmente i costi operativi e il capitale impegnato. È di sostanziale importanza sottolineare che, nei progetti di SCM, la collaborazione gioca un ruolo primario. È proprio attraverso questa collaborazione che si arriva a migliorare alcune funzioni come:

  • la previsione della domanda, necessaria al fine di comprendere più approfonditamente le esigenze dei consumatori;
  • la pianificazione della domanda, per realizzare piani di azione più attendibili e precisi e ridurre il numero di resi reverse logistics;
  • il trattamento degli ordini;
  • la pianificazione della capacità produttiva e quindi il conseguente utilizzo ottimale degli impianti;
  • la pianificazione dell’utilizzo dei materiali.
  • l’integrazione tra domanda e fornitura.
  • l’integrazione e collaborazione tra produzione, logistica e marketing

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