Piano Transizione 4.0. Firmato il decreto attuativo.

Nella serata del 26 maggio, il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli ha firmato il decreto attuativo che stabilizza i nuovi crediti di imposta per ricerca, sviluppo, innovazione e per l’acquisto dei beni strumentali. Il documento è ora al vaglio della Corte dei Conti e poi approderà in Gazzetta Ufficiale.

Il piano Transizione 4.0 è una misura che è già pluriennale e che dovrà assolutamente diventare strutturale nella prossima legge di bilancio”, ha detto il ministro, che si è anche scusato per il ritardo nell’emanazione del decreto a causa dell’emergenza Covid-19.

Il decreto attuativo dovrà rispondere a diversi aspetti ancora da chiarire. Mentre sulla parte di acquisto dei beni strumentali si attendono solo delucidazioni in merito alle diciture da apporre in fattura e il modello per la comunicazione al ministero, ben più corpose sono le indicazioni che dovranno riguardare la parte di ricerca, sviluppo, innovazione e design, a partire dalle definizioni stesse di queste attività. Ancora da indicare anche quali siano le attività di innovazione tecnologica “finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0” per le quali il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10 per cento.

Pochi giorni fa, il Presidente del Consiglio Conte ha citato il piano Impresa 4.0 tra le priorità del Governo in un’intervista al Corriere della Sera. In quella sede, il Premier ha sottolineato la necessità di un provvedimento dedicato a semplificazione e innovazione. Un “Recovery Plan” le cui prime linee di azione dovranno puntare alla modernizzazione del Paese, con incentivi alla digitalizzazione, ai pagamenti elettronici e all’innovazione, tutte iniziative per risolvere il digital divide; all’innovazione, per rafforzare la capitalizzazione e il consolidamento delle imprese ma anche per “rilanciare misure già introdotte con successo come ACE e Impresa 4.0, rendendole strutturali”; alla transizione verso un’economia sostenibile, per la tutela e la promozione del territorio e del patrimonio paesaggistico e culturale”, ma anche per favorire la transizione energetica.

 

Fonte: Innovation Post