Effetto Coronavirus. Ecco perché bisogna rafforzare e prolungare gli incentivi per Industria 4.0.

Aumentare le soglie di investimenti incentivabili con il credito di imposta o le percentuali di beneficio fiscale. Lo afferma con decisione il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli in un’intervista al Sole 24 Ore. I tempi dovrebbero essere più brevi possibili, forse già in sede di conversione parlamentare del primo decreto legge emanato dal Governo. Per andare incontro all’emergenza Coronavirus, che sicuramente avrà effetti negativi sull’economia italiana, il Governo è da giorni al lavoro su nuove misure urgenti, che non siano limitate solo a rimediare ai danni diretti nelle zone più colpite dal contagio.

In questo contesto, si rende sempre più necessario favorire gli investimenti privati in innovazione, come sostiene l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a La Stampa, notando che “L’esperienza del 4.0, che oramai ha qualche anno, ci dice che questi incentivi alle imprese per gestire l’innovazione e riprendere a crescere sono tra quelli più efficaci e quindi si tratta di finanziarli e rifinanziarli”. Serve uno sforzo maggiore, a partire proprio da quel piano Transizione 4.0 (ex Impresa 4.0 ex Industria 4.0) appena aggiornato con il passaggio da super e iperammortamento ai crediti d’imposta e con la pesante revisione del credito d’imposta per le spese in ricerca e sviluppo. Nell’intervista, Patuanelli parla esplicitamente di un ampliamento degli incentivi previsti dal nuovo piano: “Valutiamo se aumentare le soglie di investimenti incentivabili con il credito di imposta o le percentuali di beneficio fiscale. Inoltre questa crisi può essere l’occasione per stanziare definitivamente le risorse per rendere gli incentivi triennali, dopo che la manovra aveva stabilito un primo impegno su questo punto”, dice. Misure che occorre “fare in fretta ma anche bene”, prosegue il ministro.

Ma quali sono le principali voci da considerare per il nuovo credito d’imposta? Vediamole subito.

Destinatari: Possono fruirne tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito, e, per gli investimenti aventi a oggetto beni materiali ordinari non Industria 4.0, sono ammessi anche gli esercenti arti e professioni. Rientrano nell’ambito soggettivo di applicazione dei crediti d’imposta anche i soggetti in perdita e in regime forfettario, esclusi invece dal super/iperammortamento.

Beneficio: Il beneficio ottenibile dipende dalla tipologia di beni agevolabili. In particolare:
– per gli investimenti aventi ad oggetto beni materiali Industria 4.0, il credito d’imposta spetta nella misura del 40% del costo di acquisizione, per investimenti fino a 2,5 milioni e del 20% del costo di acquisizione, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
– per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali Industria 4.0 (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, anche mediante soluzioni di cloud computing), il credito d’imposta viene riconosciuto nella misura del 15% del costo di acquisizione, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro;
– per investimenti aventi ad oggetto beni materiali strumentali nuovi “ordinari” (non Industria 4.0), il credito di imposta è attribuito nella misura del 6% del costo di acquisizione, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
Tutti e tre i crediti d’imposta si applicano agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato, effettuati entro il 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Ne sono esclusi gli investimenti ammissibili al super ed iperammortamento, ossia gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020, nel caso di super ammortamento, ovvero dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 nel caso di iperammortamento, per i quali entro il 31 dicembre 2019 l’ordine è stato accettato dal venditore e sono versati acconti almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Ricerca, innovazione e design: Con il nuovo anno sono in vigore anche i nuovi crediti d’imposta per attività di ricerca, innovazione e design.
Ne possono beneficiare tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d’impresa, che effettuano investimenti in una delle attività ammissibili alla misura agevolativa nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari:
– per attività di ricerca e sviluppo fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico: al 12% delle spese sostenute (al netto delle altre sovvenzioni o contributi ricevuti per le stesse spese), fino a un massimo di 3 milioni di euro;
– per attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o prodotti o processi nuovi o sostanzialmente migliorati: al 6% delle spese sostenute (al netto delle altre sovvenzioni o contributi ricevuti per le stesse spese), nel limite massimo di 1,5 milioni di euro;
– per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0: al 10% delle spese sostenute (al netto delle altre sovvenzioni o contributi ricevuti per le stesse spese), nel limite massimo di 1,5 milioni di euro;